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LE TANTE ANIME DEGLI HEZBOLLAH


hezbollah


Il ruolo degli Hezbollah in Libano e in Medio Oriente nasce dal sistema di spartizione politico-religioso elaborato nel 1943 alla fine del mandato francese. Un sistema confessionale dove le piu' alte cariche dello Stato sono ripartite a priori sulla base della religione di appartenenza: il Presidente della Repubblica un maronita, il Primo Ministro un sunnita, il Presidente del Parlamento sciita, il Comandante dell'Esercito maronita, il Governo composto in eguale misura di rappresentanza confessionale, un Parlamento equamente diviso tra cristiani e musulmani (fino al 1989 il rapporto era di 6 a 5 a favore dei cristiani).

Questo sistema ha funzionato con sostanziale pace sociale fino al 1975. Poi sono subentrati i problemi: l'arrivo dei palestinesi cacciati dalla Giordania da Re Hussein (Settembre Nero), la diversa crescita demografica della popolazione che non rispettava piu' i parametri del 1943, i disequilibri sociali tra le diverse confessioni, le interferenze esterne.

Soprattutto il problema palestinese ha avuto un effetto deflagrante sulla stabilita' del Libano: cacciati dalla Cisgiordania dopo la guerra del 1967, approdati in parte in Giordania dove la loro presenza armata aveva creato non pochi problemi alla monarchia hashemita, combattuti da Re Hussein e costretti a scappare in Libano (in questo aiutati indirettamente anche da Israele che nell'intento di indebolire i cosiddetti "Paesi del Fronte" aveva concesso loro il transito attraverso la Cisgiordania occupata). I palestinesi si erano insediati armi e bagagli in territorio libanese (soprattutto nel sud del Paese) riproponendo nei fatti quello che avevano gia' tentato di creare in Giordania: uno Stato nello Stato. Con l'inizio delle operazioni di guerriglia contro Israele, la situazione di conflitto interno ed esterno si era esasperata: i Maroniti erano apparsi solidali con Israele, i sunniti (e successivamente anche gli sciiti) con i palestinesi.

E' su questi presupposti che e' iniziata la guerra civile in Libano protrattasi fino agli accordi di Taif del 1989. Una guerra civile dai contorni confessionali, ma alimentata anche da ingerenze esterne con Israele in appoggio delle milizie cristiane nel sud del Libano (il Maggiore Haddad e poi il Col. Lahad), i siriani dediti inizialmente a preservare la folta comunita' di lavoratori che operavano nel Paese (ed invitati ad entrare dai cristiani) e salvo poi dare adito, a seguito della perdita del controllo delle alture del Golan con la guerra del 1967, a mal celate forme di revanscismo nazionale (la grande Siria) terminate con il ritiro del contingente militare nel 2005.

E' in questo contesto sociale di guerra civile che comincia la storia degli Hezbollah (dall'arabo : "Partito di Dio") come milizia armata e come partito. Inizialmente gli Hezbollah erano favorevoli ad Israele perche' combatteva i palestinesi. Tuttavia, quando a seguito di svariate operazioni militari i soldati di Tel Aviv avevano occupato parte del territorio del Libano meridionale (1982), il loro risentimento si e' indirizzato verso gli occupanti. A migliorare le loro capacita' militari con addestramenti e forniture di armi ci avevano da subito pensato i Pasdaran inviati da Khomeini, installatosi a Teheran nel 1979 e che predicava la lotta contro gli ebrei.

Hezbollah nasce quindi come gruppo segreto di resistenza. Il suo capo era a quei tempi Hossein Musawi, un personaggio della teocrazia iraniana (poi diventato famoso come esponente dei riformisti nel suo Paese) inviato in Libano da Khomeini. Il Partito di Dio nasceva dalla secessione  da un'altra piu' grande organizzazione sciita, la "Harakat Amal", di tendenza piu' laica e accusata di collusione con il nemico sionista e di corruzione. L'uscita degli Hezbollah dalla clandestinita' avveniva nel febbraio del 1985 con un documento pubblico: "Lettera agli oppressi del Libano e del Mondo".

Gli accordi di Taif prevedevano che le milizie operanti nel Paese fossero sciolte e disarmate, ma gli Hezbollah evitarono di farlo nel loro ruolo di "forza di resistenza" contro Israele (anche altri gruppi come Hamas,  Fatah, il Fronte Popolare per la liberazione della Palestina fecero altrettanto anche se "ufficialmente" le loro armi non potevano essere portate fuori dai campi profughi). Hezbollah oltre a non aderire alla parte militare degli accordi di Taif, non aderi' nemmeno sul piano politico. Uno dei requisiti degli accordi di Taif era l'abolizione del "settarismo politico" che era invece parte integrante degli aspetti programmatici e confessionali del Partito di Dio.

Nel 1989 Subhi al Tufaily e' subentrato come Segretario Generale degli Hezbollah. Nel 1991 al suo posto e' stato nominato Abbas al Musawi. Il personaggio era appoggiato da un esponente religioso come Mohammad Hussein Fadallah, pur essendo portatore di una visione laica degli Hezbollah in contrapposizione alla fazione piu' radicale guidata Hassan Nasrallah. Il nuovo Segretario Abbas Musawi era stato precedentemente a capo degli apparati di sicurezza e dell'ala militare degli Hezbollah. Sostenitore di una lotta senza quartiere contro Israele, non disdegnava attentati, cattura di ostaggi e terrorismo. Accettando l'accordo di Taif, Musawi respingeva nei fatti l'idea della creazione di uno Stato teocratico in Libano. Questa nuova impostazione politica del gruppo aveva trovato l'appoggio dell'allora Presidente iraniano Ali-Akbar Hashemi Rafsanjani.
 
Il 16 febbraio 1992 un elicottero Apache dell'Esercito israeliano colpiva con un missile il corteo di auto di Musawi nel sud del Libano uccidendolo insieme alla moglie, al figlio di 5 anni e a quattro persone della scorta. La morte di Abbas al Musawi apriva la strada alla leadership, tuttora in essere, di Hassan Nasrallah, con la benedizione della Guida Suprema iraniana Khamenei.

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Hassan Nasrallah

MODUS OPERANDI

Sul piano operativo, fin dall'inizio gli Hezbollah non hanno disdegnato atti di terrorismo, sequestri di persona, cattura di ostaggi, dirottamenti di aerei (volo TWA fra Atene e Roma nel giugno del 1985), attacchi suicidi contro Israele (attacco all'ambasciata israeliana in Argentina nel 1992) e anche verso quegli Stati percepiti come ostili come Francia e Stati Uniti (autobombe e kamikaze contro le truppe francesi e americane nell'ottobre del 1983).

A partire dagli anni '90 l'organizzazione si e' convertita ad operazioni di guerriglia contro Israele attaccando postazioni, lanciando razzi, facendo detonare auto imbottite di esplosivo e lasciando in mano ad altre emanazioni esterne, come la Jihad Islamica, l'attivita' terroristica. La crescente capacita' militare degli Hezbollah ha avuto una conferma diretta a seguito dell'invasione israeliana del Libano nel 2006.

Sul piano politico la nascita del Partito di Dio da un lato ha creato una struttura di riferimento per gli interessi della comunita' sciita nel sud del Libano (soprattutto nella valle della Bekaa) e nella periferia di Beirut. Nel contempo e' diventato il polo di aggregazione di altri movimenti operanti nel Paese (il Da'wa di Fadallah, l'Associazione degli Ulema libanesi, Amal). Hezbollah, ieri come oggi, non si dedica solo alla politica, ma la accompagna con una serie di strutture sul terreno di assistenza alla popolazione (quella sciita in Libano ha uno standard economico e sociale molto basso) che vedono una grossa partecipazione di volontari: ospedali e cliniche a bassi prezzi, scuole per bambini e per disabili, orfanotrofi, campi scuola per studenti, iniziative sportive, farmacie, raccolta rifiuti, fornitura di piccoli prestiti e sostegno finanziario alle vittime della guerra. Attivita' svolte con i contributi dei libanesi sciiti all'estero, con la raccolta della "zakat" (quota di ricchezza elargita a favore della comunita' religiosa), con i soldi elargiti dalla Siria e dall'Iran (magari per finalita' diverse dal sociale).
 
Tutto questo ha fatto si' che gli Hezbollah godano tuttora in Libano di un ampio sostegno popolare. Hanno un'emittente televisiva satellitare propria ("Al Manar") in funzione dal 1991, una radio ("Al Nur") e vari siti web alimentando i prodromi di uno Stato nello Stato.

LA STRUTTURA

Data la complessita' delle attivita' che gli Hezbollah svolgono sul piano militare, politico e sociale hanno elaborato una struttura di vertice che si e' poi modificata e raffinata nel tempo.

Il cuore dell'organizzazione e' il "Consiglio Consultivo" ("Majlis al Shoura") guidato dal Segretario generale del Movimento, Hassan Nasrallah. E' qui che si prendono tutte le decisioni strategiche del Partito di Dio. Vi e' poi un "Comitato Esecutivo" composto dai rappresentanti di tutte le branche in cui si articola l'attivita' dell'organizzazione (sicurezza, affari militari, sanita', affari sociali, finanze, informazione, commercio). In ultimo vi e' un "Ufficio Politico" che raggruppa tutti i membri degli Hezbollah eletti nel Parlamento libanese.

Accanto a queste strutture di comando e di guida vi e' un grosso apparato amministrativo che coadiuva il Comitato esecutivo nell'espletamento delle direttive del Majlis sia a livello centrale che periferico. Vi e' poi una struttura di comando militare (una specie di Stato maggiore) che fa capo al "Consiglio della Resistenza Islamica" ( altrimenti indicato talvolta come "Consiglio della Jihad").

Nelle sue linee essenziali la struttura degli Hezbollah ricalca sulla falsariga la filosofia teocratica iraniana. Indicativo il fatto che le decisioni risiedano principalmente nell'organismo a maggiore incidenza religiosa, cioe' il Majlis. Non esiste nel Movimento una divaricazione tra attivita' politica e militare, ma l'una e' compendiata dall'altra.

LA CAPACITA' MILITARE

L'apparato militare degli Hezbollah viene accreditato di particolare efficienza e gli ultimi scontri con Israele lo hanno ampiamente dimostrato. Parte di questo merito va ascritto allo stesso Nasrallah che ha modernizzato lo strumento militare e, nel contempo, ha favorito nel dispositivo militare e negli apparati di sicurezza un sistema di meritocrazia senza interferenze gerarchiche di tipo religioso (quindi niente capi militari mullah). Nel tempo e' migliorato il sistema addestrativo e quello logistico (considerando il labirinto di depositi e postazioni dove vengono nascosti gli armamenti).
La branca militare degli Hezbollah e' stimata sull'ordine di circa 2000 uomini, ma e' un dato non solo da verificare, ma anche da valutare nella considerazione che accanto ai militari "full time" ci sono da aggiungere i cosiddetti volontari o richiamati che possono portare la forza del movimento ad oltre 10.000 uomini. La struttura piramidale di Hezbollah e' disciplinata e risponde del suo operato a Nasrallah ed al citato Consiglio della Jihad.

Quella che invece e' esponenzialmente aumentata e' la qualita' degli armamenti in mano all'organizzazione, soprattutto in campo missilistico (grazie alle forniture iraniane) e nel settore controcarri. Hezbollah ha inoltre la capacita' di operare militarmente in vari altri teatri, di fornire assistenza militare, di provvedere al trasporto in altri paesi di sistemi d'arma (vedasi i missili Fajr 5 arrivati a Gaza) che danno al movimento una dimensione che adesso travalica i confini del Libano.

HEZBOLLAH OGGI

Il Partito di Dio e' considerata oggi un'organizzazione politicamente pulita (a fronte della corruzione dilagante negli altri partiti libanesi) e l'unica forza militare ad essere stata in grado di confrontarsi con Israele. Sul piano sociale e' impegnato nell'assistenza ai poveri e nella ricostruzione dopo i bombardamenti israeliani. Tutte iniziative che gli garantiscono supporto popolare soprattutto tra gli sciiti che rappresentano circa il 30% della popolazione libanese.

Ma non mancano gli oppositori in Libano e chi cerca di contrastare l'egemonia del Partito di Dio  soprattutto tra i sunniti, buona parte dei cristiani e dei drusi. Gli Hezbollah sono presenti nel Parlamento libanese con 12 deputati sui 27 seggi che l'accordo di Taif assegnava  agli sciiti. Fanno parte dell'attuale governo, ma sugli Hezbollah pesa il sospetto che alcuni omicidi politici li abbiano visti protagonisti o co-protagonisti (soprattutto l'uccisione di Rafik Hariri nel febbraio del 2005 – avvenuta per mano di un kamikaze sciita legato agli Hezbollah – e quello recente del Generale Wissam al Hassan) con la Siria.

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Rafik Hariri

La morte di Hariri ed il ritiro delle truppe siriane dal Libano (Aprile 2005) hanno costretto il Partito di Dio a partecipare direttamente al governo di Beirut al fine di compensare con un maggiore e diretto coinvolgimento dell'organizzazione nelle vicende politiche del Paese l'uscita di scena militare di Damasco. Ma Hezbollah come abbiamo gia' detto, deve confrontarsi con un fronte politico interno che comprende i drusi di Jumblatt, clan sunniti e formazioni cristiane. E non e'  casuale che questo sia lo stesso fronte che appoggia i ribelli siriani contro Bashar Assad.

Gli Stati Uniti considerano gli Hezbollah un'organizzazione terroristica dall'8 ottobre 1997. Nonostante le pressioni israeliane, l'Europa (con eccezione dell'Olanda) finora non ha fatto altrettanto. L'Inghilterra ha messo al bando la branca militare dell'organizzazione, ma non la sua componente politica facendo un distinguo tra le due anime del Partito di Dio. Distinzione che pero' nella realta' non esiste.

Hezbollah si deve oggi confrontare con una situazione regionale destabilizzata che pone l'organizzazione di fronte a scelte difficili. Il  piu' grosso problema e' rappresentato dalla crisi siriana. I legami storici del Partito di Dio con Teheran e Damasco costringono – forse meglio dire obbligano – gli Hezbollah a combattere a fianco dei lealisti siriani. E' una guerra disperata, sia in termini militari, ma soprattutto politici in quanto l'identificazione dell'organizzazione con un regime autoritario e repressivo come quello di Bashar Assad fa perdere consensi anche in Libano.

Ma quella degli Hezbollah e' oggi una lotta per la sopravvivenza. Se cade il regime alawita si crea una discontinuita' territoriale tra il Libano e l'Iran che potrebbe danneggiare il rifornimento militare da Teheran. Ne risulterebbe indebolito lo stesso regime degli Ayatollah e questo danneggerebbe direttamente il peso degli Hezbollah in un eventuale ulteriore, futuro, scontro militare con Israele. Caduto Assad, cadrebbe anche il revanscismo siriano sul Libano di cui il Partito di Dio era elemento di sostegno.

L'attuale coinvolgimento degli Hezbollah in Siria e le conseguenti difficolta' politiche in Libano potrebbero favorire, all'interno dell'organizzazione sciita, una ulteriore opzione e cioe' quella terroristica. E se questo si verifichera', potra' avvenire non solo su libera decisione del Majlis al Shoura, ma su istigazione iraniana.

Gli Hezbollah hanno ultimamente innalzato il livello di cooperazione con l'Iran. Lo hanno fatto attrezzando un centro di guerra elettronica nel quartiere Dahya a sud di Beirut. Inglobato nell'apparato di sicurezza dell'organizzazione retto da Wafiq Safa (imparentato con Nasrallah in quanto il figlio ha sposato una sorella del leader), questo centro opera con l'assistenza e le direttive di Teheran tramite il generale iraniano Hossein Mahadavi.

Il progetto rientra in quella priorita' iraniana di fare fronte alle cyber incursioni nei siti nucleari da parte di Israele passando da una fase difensiva ad una offensiva (con congruo finanziamento di questa specifica attivita' con circa un miliardo di dollari). Ma a parte gli aspetti tecnici, l'evento conferma l'affidabilita' – oltreche' le competenze tecniche – che il regime degli Ayatollah attribuisce all'organizzazione di Hassan Nasrallah. Per diretta ammissione del governo di Tel Aviv, durante le recenti operazioni militari israeliane nella striscia di Gaza i siti istituzionali e le maggiori agenzie del Paese sono state oggetto di un massiccio attacco cibernetico (circa 44 milioni di attacchi). Benche' mai ammesso ufficialmente, molti di questi attacchi provenivano da Beirut.

E sempre nell'ambito della recente crisi tra Hamas e Israele, la fornitura di missili iraniani alla Striscia di Gaza e' avvenuta con la fattiva collaborazione logistica di Hezbollah. Anche qui forse per testare sul terreno la capacita' del sistema antimissile "Iron Dome" prodotto da Israele. Il recente sorvolo di un drone lanciato dal Libano sui cieli israeliani e poi abbattuto sul Negev ha visto implicato ancora una volta l'apparato degli Hezbollah con l'ovvia assistenza e fornitura iraniana.

Gia' nel 2006 gli Hezbollah avevano utilizzato un drone nella guerra contro Israele. Questa volta il lancio, avvenuto il 6 ottobre 2012, e' da ricollegarsi ad un progetto iraniano che tende a sviluppare e migliorare l'utilizzo di questi velivoli (soprattutto l'UAV "Ardebil" nelle sue diverse configurazioni) che avevano bisogno di un test operativo che valutasse la loro capacita' operativa. Il drone era partito dal Libano ed era entrato nello spazio aereo israeliano dal mare. La circostanza conferma ancora una volta la fiducia illimitata che gli iraniani ripongono nel Partito di Dio.

Emerge abbastanza chiaro che l'unico interlocutore militare che si confronta oggi con Israele –direttamente o per interposta persona – con credibilita' ed efficacia e' Hezbollah e le sue milizie. E se servisse una ulteriore conferma al riguardo, basti pensare che gia' ad aprile dello scorso anno Israele ha dato seguito alla costruzione di un muro con il confine libanese nell'Alta Galilea (area di Metulla). Questo muro si aggiunge a quello che Israele, con il concorso americano, intende costruire nel prossimo futuro lungo le alture del Golan.

Circolano poi voci – soprattutto fatte circolare dagli apparati di sicurezza sauditi – che sia in atto un coordinamento tra gli Hezbollah e la Forza al Quds dei Pasdaran iraniani sia nel sostegno militare a Bashar Assad nell'attuale guerra civile sia nella prospettiva che il regime alawita dovesse crollare. Anche in questo ipotetico contesto si parla di una deriva terroristica dell'organizzazione. Peraltro anche nei recenti attentati perpetrati dalla Forza Al Quds contro interessi e obiettivi  israeliani (Bangkok, Cipro, Bulgaria, Kenya) e' emersa dalle risultanze investigative la presenza di uomini legati agli Hezbollah e/o di supporto logistico a dette operazioni. Lo stesso capo dei Pasdaran, il Generale iraniano Ali Jafaari, aveva annunciato lo scorso settembre che reparti di Al Quds erano schierati in Libano.

Altro elemento che sembra indicare un ritorno degli Hezbollah verso un percorso eversivo e' quello dell'implicazione – per adesso non ulteriormente suffragata – dell'organizzazione nel sequestro di stranieri. Nel periodo 1982-1992 il Partito di Dio era fortemente coinvolto in questa attivita' a sostegno delle specifiche operazioni militari e/o per finalita' politiche. In quel periodo ebbero luogo quasi 100 sequestri di cui un quarto di cittadini americani. La recente cattura e successiva liberazione a dicembre scorso dell'inviato americano in Siria della rete NBC, Richard Engel, con altri 4 colleghi sembra far riemergere tale pratica. Sembra che il sequestro sia avvenuto per mano di milizie addestrate e/o pilotate dagli Hezbollah allo scopo di poter poi scambiare gli ostaggi con 4 iraniani e 2 libanesi in mano ai ribelli.

La capacita' militare degli Hezbollah nella guerra contro Israele e' sicuramente uno dei maggiori elementi che tuttora fa acquisire simpatie e sostegno al Partito di Dio. Rientrano in questa  reputazione anche i passati, talvolta  maldestri, tentativi israeliani di eliminare fisicamente gli attuali vertici dell'organizzazione. A parte l'eliminazione di Imad Maghniyeh a Damasco con un'autobomba nel febbraio 2008 (rivestiva l'incarico di capo militare dell'organizzazione, ora ricoperto da Wafiq Safa), gli israeliani non sono mai riusciti ad uccidere Nasrallah. Ci hanno provato bombardando i luoghi dove si pensava fosse presente l'interessato durante la guerra del 2006 (evento ammesso dall'ex capo di Stato Maggiore Dan Halutz). Nel 2008 sembra sia fallito anche un tentativo di avvelenarlo. Gli stessi fallimenti sono avvenuti con Fadallah nel marzo 1985 (autobomba) e nel 2006 .

Piu' volte i vertici di Hezbollah hanno dichiarato pubblicamente che uno degli obiettivi primari dell'organizzazione e' l'eliminazione di Israele. Non si tratta di sola retorica politica, ma di qualcosa di cui Israele oggi percepisce la minaccia anche in virtu' del fatto che notizie non confermate indicano la presenza di milizie Hezbollah in Siria a protezione dei siti dove vengono stoccati aggressivi chimici. Ma la sostanza del problema non e' tanto in quello che il Partito di Dio e' stato nel passato, ma quello che potrebbe diventare domani con l'evoluzione della crisi siriana e, in senso piu' lato, nella destabilizzazione del Medioriente.