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IL SENEGAL TRA LE CONFRATERNITE ISLAMICHE E LA DERIVA ISLAMISTA


senegal

1. Le valutazioni che finora ricorrono sulla "primavera araba", al di la' dei risultati, appaiono in generale concordi nel sostenere che l’avvenimento in questione ha consentito, tra l’altro, uno spiraglio operativo all’Islam radicale, nel senso che:

  • nei Paesi in cui la "primavera" ha costretto il regime ad abbandonare il potere, il governo subentrato (dopo le elezioni) e' risultato condizionato dall’Islam radicale (applicazione della shari’a; ritorno in piazza della protesta ecc.).

In effetti, in Tunisia e' tornata la violenza ed il Partito di governo Ennahda spinge per uno stato confessionale, la Libia sembra andare verso un sistema di governo a influenza tribale, in Egitto continua la crisi politica e istituzionale mentre il Presidente Morsi, forte del sostegno dei Fratelli Musulmani, tende ad assumere poteri speciali; infine in Siria la "guerra civile" va avanti nonostante le drammatiche cifre di morti e sfollati, assumendo peraltro la connotazione di una prova di forza tra sunniti e sciiti;

  • nei Paesi dove la "primavera araba" non e' andata oltre "la piazza", l’Islam radicale e' in posizione di attesa, pronto a sfruttare ogni utile circostanza per affermare i propri principi e, tra questi, l’islamizzazione del Paese.


Merita altresi' considerazione l’allargamento del quadro di situazione ad altri Paesi islamici (in aggiunta a quelli arabi). In Mali, ad esempio, dove la disponibilita' di armi provenienti dai depositi libici del post-Gheddafi ha rivitalizzato antichi contrasti territoriali su base etnica in cui si sono inserite abbastanza agevolmente formazioni dell’estremismo islamico investendo Paesi ed aree geografiche espressione dell’Islam moderato, quello dei sufi e delle confraternite islamiche (detto anche Islam "marabutico" – il termine "marabut" identifica i capi religiosi di queste confraternite).

A questo punto, alla serie di interrogativi che, in qualche modo, hanno accompagnato i vari episodi della "primavera araba" (democratizzazione o una nuova dittatura? Diritti per tutti o deriva islamica? ecc.) se ne aggiunge un altro (altrettanto preoccupante) dopo la "guerra del Mali" ovvero: riuscira' l’Islam moderato delle confraternite a contrapporsi al tentativo di penetrazione e di islamizzazione dell’Islam radicale, specie in un contesto in cui salafiti/wahhabiti (favorevoli al ritorno dell’Islam "puro delle origini") cooperano con i miliziani di al Qaeda?

Le situazioni dei vari Paesi dell’Africa occidentale, in fatto di confraternite islamiche, sono molteplici e variegate: l’esame Paese per Paese risulta alquanto complesso; si puo' tuttavia far riferimento a due Paesi significativi sotto questo aspetto (Senegal e Niger, ad esempio, l’uno in senso positivo – per la risposta all’interrogativo – e l’altro in senso opposto) e dedurne orientamenti per gli altri Paesi. Senegal e Niger infatti hanno entrambi popolazione a maggioranza sunnita (90%), di credo "sufi", con residui di religione animista ed anche di religione cristiana (culto dei santi e dei morti).

In questi due Paesi, le confraternite islamiche si sono sviluppate quali conseguenza di un tardo sufismo, allorquando i sufi, dopo la fase individuale dei primi secoli dell’Islam (IX, X e XI secolo), a partire dal XII secolo si organizzarono in "confraternite", strutture complesse (tariqa) costituite da discepoli e maestri (gli uni, "talibe'"; gli altri "sheikh, murhid, pir, mawla" ecc.). I maestri insegnavano ai discepoli la "via mistica" per giungere a una diretta conoscenza di Dio.

Le radici pertanto risalgono ai primi secoli della predicazione dei mistici musulmani quando i sufi, attraverso la meditazione religiosa, l’esame dei testi sacri e l’ascesi hanno resa manifesta la loro ricerca del divino e il loro desiderio di consacrare la propria vita a Dio. I credenti si chiamano "sufi" perche' indossano una veste di lana bianca, in arabo"suf", oppure perche' il loro desiderio di vita sono la purezza e l’autenticita' (di colore bianco).

Le confraternite islamiche hanno avuto un ruolo fondamentale nel processo di islamizzazione del continente africano attraverso la ricerca di un dialogo con le culture locali pre-islamiche, ingenerando forme sincretiche legate anche alla santificazione di "lignaggi" locali (come visto durante il recente conflitto in Mali ove la presenza di mausolei e di tombe di santi nelle citta' di Timbuktu, Gao, ecc. e' stata oggetto della violenza degli estremisti islamici).

Queste confraternite, che derivano anche dalla tradizione cristiana, hanno precisi doveri spirituali: vi si accede attraverso una procedura di ammissione e sono guidate da Capi religiosi dotati di carisma, in quanto hanno rivestito in precedenza ruoli politici (di consenso o di opposizione ai governi locali a seconda dei casi), denominati "mahdi", ben guidati da Dio, ritornati sulla terra per guidare i musulmani in situazioni di difficolta'.

Le confraternite hanno avuto maggiore presa nei Paesi di confessione sunnita (meno, in quelli di confessione sciita) in quanto, non essendovi intermediari tra Dio e l’uomo, le confraternite, attraverso il Maestro, colmano la distanza incommensurabile tra divino e umano. Il Maestro dimora nel Centro culturale (zawiya), dove i credenti effettuano visite periodiche. I riti pertanto derivano da quelli della confessione sunnita, cui si aggiungono riti e ricorrenze specifiche, come quello dello "zykr o dhikr" (ripetizione) sull’unicita' di Dio ripetuto coralmente centinaia di volte.

Le prime "guide religiose" avevano il compito di diffondere l’Islam nei Paesi dell’Africa occidentale; successivamente vi si sono installate istituendo scuole coraniche e dando corso alla formazione dei discepoli; vi hanno altresi' istituito "califfati" cioe' la sede del capo religioso. Si e' sviluppato cosi' l’Islam delle confraternite e dei marabutti con un ruolo sia spirituale sia sociale, in quanto la popolazione aveva ed ha bisogno di un riferimento.

Prima della colonizzazione (fino al XIX secolo), le "guide religiose" si prendevano cura dei giovani e delle loro famiglie, in cambio ne ricavavano rispetto e gratitudine; durante la colonizzazione, i francesi hanno sfruttato il ruolo delle guide religiose, ricercandone a proprio fine la collaborazione ed eliminandole se pericolose.

Anche i politici locali erano costretti a coinvolgere le "guide religiose" nella politica, sapendo che queste avevano un "seguito" presso la popolazione, quindi una specie di contratto sociale tra potere religioso e potere politico:

  • le "guide religiose" garantivano il controllo sociale della popolazione;

  • l’apparato politico-amministrativo metteva a disposizione delle "guide" risorse economiche e il pubblico riconoscimento.


Da tutto questo derivo' anche il "ndigel" (l’indicazione di voto ad opera delle "guide religiose"); di questo si avvalsero i Presidenti Senghor e Diouf: chiaramente le confraternite piu' numerose risultavano anche le piu' corteggiate.

Per quanto si riferisce al rito, le confraternite dell’Africa occidentale professano quello sunnita, tenendo pertanto in considerazione il Corano, la Sunna e lo zykr (o dhikr). Il Corano merita una specifica trattazione; in questa sede ci si limita a definirlo semplicemente come "il racconto" delle rivelazioni trasmesse da Allah al suo inviato, il Profeta Maometto, nel corso di oltre venti anni, che costituiscono per i musulmani la base del diritto pubblico e privato, della teologia e del rituale islamico.

La Sunna e' l’insieme degli atti, delle parole e degli atteggiamenti del Profeta Maometto trasmessi dai suoi contemporanei attraverso gli "hadith" (narrazioni); esso costituisce l’ortodossia dei musulmani (sunnismo). Lo zykr (o dhikr) e' il rito centrale, cioe' la ripetizione del principio di unicita' di Allah ("La ilaha illa’ Allah").

Tradizionalmente, l’adepto era in precedenza un eremita che rinunciava alla vita materiale; con l’avvento delle confraternite e' diventato un discepolo alla ricerca di Dio, immerso nella quotidianita' della vita ordinaria; la specificita' sta proprio nell’importanza delle "guide religiose" che hanno immesso, nei vari Paesi, l’Islam, adattandolo al contesto culturale, unitamente alle credenze e alle pratiche animiste basate sulla pace, la tolleranza e i valori tradizionali.

Ogni confraternita (tariqa) ha il proprio "califfo generale", il suo "cheikh" (guida spirituale), il proprio "wird" (l’insieme di preghiere e invocazioni fatte con l’aiuto del "rosario islamico"), i propri luoghi di culto e di pellegrinaggio, il proprio canale radiofonico, le iconografie (immagini sui muri, sui negozi e appese negli autobus e nei taxi).



2. In Senegal, le confraternite islamiche di maggiore peso e consistenza numerica, sono: la Tijaniyya, la Qadriyya, la Muridiyya e la Lahimiyya.


a. TIJANIYYA (La via del Corano per imparare e insegnare).

e' una via "sufi" istituita dall’algerino Ahmed Tijani (1737-1815), discendente del Profeta, il quale ebbe la "chiamata" a 46 anni (1783); Maometto gli ordino' di seguirlo sulla "via giusta": nasce cosi' la Tijaniyya con centro di culto a Fez (Marocco) dove risiede il califfo Tijany Zoubir.

A dimostrazione della centralita' dell’istituzione e dell’insegnamento nella Tijaniyya, e' il soprannome attribuito al califfo generale "Borom Daraji" (il Professore), ovvero a Serigne Mansour Sy, morto a dicembre 2012; gli e' successo nell’incarico il fratello Cheik Tijane Sy.

La confraternita Tijane e' la "via del Corano", come si e' detto, ovvero il percorso spirituale, "Turbiya", legato al testo sacro; contiene i doveri principali tra cui la pratica del "wird", perdono a Dio, la preghiera sul profeta e la preghiera dello zykr. Una forma abbreviata di quest’ultimo e' lo "wasifa", recitato collettivamente nella moschea.

Il pellegrinaggio a Tivaouane e' fatto da tutti i tijane; si tratta della ricorrenza del "gamou", in cui si celebra l’anniversario della nascita del Profeta.


b. QADRIYYA (la piu' antica confraternita, "una via, due anime").

Fu istituita da Abdel Qadir al Jilani (1077-1166), asceta sufi che predico' nel rinomato "Centro Islamico" di Baghdad. La confraternita si diffuse dall’Arabia al nord Africa (Mauritania, Mali, Niger e Senegal) per mezzo di due importanti esponenti che hanno dato vita a due gruppi di Qadr:

  • un discendente del Profeta della dinastia Fadl (99 figli, distribuiti in tutta l’Africa occidentale), Mohammed Fadl. La diffusione in territorio senegalese fu opera del figlio Cheikh Saad-Bouh; il centro di culto e' a Nimzatt (Mauritania); il centro di riferimento spirituale e' a Gue'oul (nord Senegal). Il califfo e' Cheikh Bounana;

  • l’altro gruppo fa riferimento alla famiglia Kounta, ovvero i Qadr del Senegal o di Ndiassane, il cui iniziatore fu Cheikh Sidy Moctar al Kountiyou (1724-1811), stanziato alla frontiera tra gli attuali Mali e Mauritania; fu Cheikh Bou Kounta a stabilirsi in Senegal e a fondare il centro di Ndiassane (pochi km da Tivaouane), costruendovi la moschea, le scuole e istituendovi il califfato.

abdel qadir al jilani
Abdel Qadir al Jilani

Per quanto si riferisce al culto:

  • il wird prevede la recitazione (ripetuta anche 200 volte) di formule di richiesta di perdono a Dio e preghiere al Profeta che terminano con lo zykr o dhykr (principio dell’unicita' di Dio);

  • i gruppi di Ndiassane rispettano l’abbigliamento e le usanze autoctone; quelli della famiglia Fadl affiancano alla cultura senegalese quella maura per l’abbigliamento, per l’arredamento e per il modo di fare il te';

  • i Qadr Fadl ogni anno si recano a Nimzatt per ricevere la benedizione del califfo alla fine del Ramadan; nello stesso luogo, ogni 22 luglio, i fedeli convergono per celebrare l’anniversario della morte di Cheikh Saad-Bouh;

  • in Senegal, i Qadr Fadl celebrano il Gamou (l’anniversario della nascita del Profeta) a Gue'oul, lo stesso giorno in cui viene celebrato a Tivaouane dai Tidjane;

  • i Qadr Ndjassane festeggiano il battesimo del Profeta una settimana dopo il Gamou nel loro stesso villaggio (che per l’occasione diventa meta di pellegrinaggio).


c. MURIDIYYA (la piu' nota e la piu' influente).

Gli adepti del culto Murid sono i seguaci di Cheikh Amadou Bamba, il quale si impegno' contro il colonialismo francese. Cheikh Amadou Bamba nel 1883 (a 30 anni) abbandono' la confraternita Qadr per istituire la Muridiyya (da Murid, "discepolo") a Mbacke Cayor, a nord-est di Dakar, prima di fondare Touba, ove egli fece costruire alcuni villaggi per la confraternita. Touba e' la citta' santa che ospita la piu' grande moschea dell’Africa sub-sahariana, costruita con i fondi dei talibe' degli USA e dell’Europa; a Touba ogni anno milioni di fedeli si riuniscono per il pellegrinaggio murid (il Gran Magal).

Amadou Bamba, noto anche come Serigne Touba (sceicco di Touba), ha scritto trattati di teologia, sufismo, grammatica, giurisprudenza e buona educazione: la lettura dei versi (Khasidaf) e di parti del Corano sono alla base del "wird" murid. La Muridiyya e' la piu' nota e piu' influente confraternita senegalese grazie alla popolarita' dei capi religiosi i quali, a loro volta, obbediscono al califfo generale di Touba: tale carica e' ricoperta dal 2010 dallo Cheikh Sidy al Moukhtar Mbacke'.

Cheikh Amadou Bamba si e' opposto alla colonizzazione, ne e' sopravvissuto superando trent’anni di vessazioni e di esili imposti dalle Autorita' francesi. I francesi alla fine si arresero dopo gli esili in Gabon, Congo, Mauritania e le residenze sorvegliate a Thieyene e Djourbel; Bamba fu anche insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Legion d’Onore!

Ibrahima Fall, un seguace di Bamba, segui' quest’ultimo per anni e con devozione fino a che Bamba non gli ordino' di staccarsi da lui e di fondare la propria comunita': nacque cosi' il bayefallismo : "bay" vuol dire padre e i discepoli "baye fall", talvolta malvisti in seno alla comunita' islamica del Senegal, in quanto non osservano il digiuno del Ramadan e le cinque preghiere giornaliere (condividono tuttavia l’importanza dello zykr ovvero la ripetizione camminando in cerchio attorno ad alcuni tamburi, cosa che li porterebbe in "trance"). Il bayefallismo e' lo stato supremo del muridismo, la perfezione cioe': un bayefall si riconosce in quanto indossa tuniche ndiakhass (patchwork colorati), thiaya (pantaloni dal cavallo largo), grosse cinture e cappellini di lana neri o marroni, dotati di pon pon.


d. LAHINIYYIA (il ciclo profetico, alla fine della terra).

La venuta del Mahdi e il ritorno del Messia caratterizzano la dottrina di questa confraternita. In due villaggi sul litorale alla periferia di Dakar, a Yoff e Camberene, sorgono i maestosi mausolei di Seydina Limamoulaye e del figlio Seydina Issa. Nei due villaggi vivono pescatori (antica casta dell’etnia wolof), dove ci si saluta con un "Lahi, Lahi", formula derivante dal nome di Allah, da cui il nome di Layene, i quali predicano l’umilta', la generosita' e l’uguaglianza tra gli uomini.

Per i Layene, tutto e' opera di un progetto divino (non del caos) ed anche i nomi:

  • Limamou: vuol dire la guida, "al Imam";

  • Issa: e' la versione wolof del nome di Gesu'.

seydina limamoulaye
Seydina Limamoulaye

Seydina nacque a Yoff alla meta' del XIX secolo (1843) e a 40 anni fu "chiamato" da Dio; si dichiaro' il "Mahdi atteso" nella tradizione islamica; la sua comunita' lo rifiuto'. Cosi', dopo essere stato esiliato a Gore'e dai francesi, si trasferi' di qualche km lungo il litorale fondando la comunita' Layene a Camberene. Mori' nel 1909 e la sua opera fu continuata dal figlio Issa, all’eta' di 33 anni (l’eta' di Cristo quando mori' sulla croce).

Contrariamente alla tradizione cristiana, Gesu' Cristo non ha un ruolo speciale tra i cinque profeti mandati da Dio (Noe', Abramo, Mose' e, dopo Gesu', Maometto); il Cristo sarebbe stato chiamato da Dio in cielo per essere nascosto, in attesa di ritornare sulla terra. Secondo i Layene, Cristo sarebbe tornato nei panni di Issa nel 1909 per completare la missione ed avere una discendenza ed una tomba sulla terra; e non solo: il Cristo sarebbe la stella del mattino che annuncia un nuovo giorno e che sarebbe tornato alla fine dei tempi. Cristo, nella sua prima missione, era venuto ad annunciare il futuro arrivo del Sole (il Profeta universale Maometto); all’inizio del secolo scorso (1909) e' tornato per confermare, nei panni del Mahdi, la venuta di Maometto e concludere definitivamente il ciclo profetico.

Il principale luogo di culto e' la grotta di Ngor, sul litorale di Yoff, meta di pellegrinaggio ogni anno (a giugno) in occasione della ricorrenza della "chiamata" di Limamou Laye, il quale diceva di aver atteso 1000 anni prima di venire alla luce. Oggi la comunita' Layene e' rappresentata dal 5° califfo, Seydina Abdoulaye Lahi.


3. L’Islam radicale, per concludere, non sembra trovare spazi adeguati in Senegal, nonostante l’allarme del governo di Dakar e la forma di fanatismo religioso evidenziato dalle "guide islamiche". L’Islam moderato ("marabutico"), per contro, continua ad assolvere la funzione di stabilizzatore sociale; infatti, a seguito delle elezioni legislative del luglio 2012, la vittoria di alcuni Capi religiosi entrati a far parte dell’Assemblea Nazionale aveva ingenerato forti preoccupazioni sul loro ruolo politico; ma, nel rispetto del dettato costituzionale, le preoccupazioni sono rientrate in quanto la Costituzione vieta ai Capi religiosi di assolvere ruoli politici.

Le preoccupazioni erano riferite altresi' ai gruppi integralisti (se pure minoritari) gia' presenti nel Paese e a gruppi fondamentalisti provenienti da Paesi contigui oppure di gruppi senegalesi rientrati da corsi religiosi frequentati a La Mecca, condizionati dall’Islam "puro delle origini"; in questi casi, i precetti delle confraternite sono risultati piu' convincenti: i valori della tradizione africana (la non violenza, in particolare) si sono imposti nei confronti dell’estremismo e dell’Islam politicizzato, nel mantenimento di valori positivi.

Anche lo Stato in Senegal svolge il proprio ruolo con una gestione di equilibrio verso i gruppi minoritari, cristiani ecc.. In definitiva, nonostante un processo di trasformazione delle societa' in direzione della laicita' (dovuto alla urbanizzazione, la scolarizzazione e l’emigrazione), il ruolo sociale delle confraternite permane rilevante ne' sembra possibile marginalizzarlo.